Edizione 2013


- DISUGUAGLIANZE + DIFFERENZE

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III Festival della Dottrina Sociale
Verona, 21-24 novembre 2013

- Disuguaglianze + Differenze.
È un titolo che vuole far riflettere sulla nostra situazione sociale ed economica.

Non v'è dubbio che sono ancora troppe nel mondo, e in Italia, le diseguaglianze che offendono la dignità dell'uomo e la Dottrina Sociale della Chiesa ci spinge a operare per la giustizia e a combattere le disuguaglianze. Ma accanto a tante disuguaglianze, la nostra società e il nostro sistema giuridico sono caratterizzati da un eccesso di uniformità e di omologazione. Non poche volte si è creduto che l'uguaglianza fosse perseguibile attraverso l'omologazione. I campi in cui verificare questa affermazione sono tanti.

Innanzitutto, la scuola. Molte volte si è creduto di creare uguaglianza soffocando il pluralismo scolastico e la libertà educativa delle famiglie in diverse occasioni si è dimenticato che scuola pubblica non significa solo scuola statale. Spesso si è creduto di fare il bene dei ragazzi spingendoli a scelte uniformi e rinunciando alle specializzazioni tecnico-professionali che creano lavoro. Se guardiamo al campo dell'economia, possiamo notare una situazione analoga. Si riflette ancora poco sull'importanza dell'economia civile, sul ruolo economico fondamentale che svolge la cooperazione, e sui limiti di uno sviluppo che annulla le differenze e non persegue il bene comune. Se guardiamo alla finanza (la cui etimologia, finis, nasce dall'idea di reperire risorse per realizzare un fine) ci accorgiamo che la globalizzazione ha creato, in molti casi, nell'azione finanziaria, una sorta di anonimato indifferenziato che riduce le responsabilità individuali.

Se guardiamo al lavoro, scorgiamo che anche qui troppe volte la ricerca dell'uguaglianza si è trasformata nell'imposizione dell'uniformità nei contratti di lavoro e nella rinuncia alle differenze. In Italia è sottovalutato l'apprendistato. Si ha più a cuore la tutela di chi è già garantito che l'occupazione dei giovani. Si confonde flessibilità con precarietà.

Se guardiamo alla famiglia ci accorgiamo che per promuovere l'uguaglianza tra uomo e donna, si tende a cancellare la differenza sessuale.

La disuguaglianza è il risultato di uno sviluppo che non persegue il bene comune; uno sviluppo non orientato al bene comune ottiene l'effetto perverso di rendere alcuni più ricchi e molti altri più poveri. La disuguaglianza cresce nella omologazione. Come insegna la Costituzione l'uguaglianza, scevra di ideologismi e strumentalizzazioni, coltiva le differenze.

L'uguaglianza evidenzia la pari dignità delle persone. La differenza è esercizio di libertà e di autonomia. L'omologazione ci imprigiona.

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