Giustizia e Cambiamento: non ogni desiderio è diritto

25 NOVEMBRE 2017
Dall’etica all’economia, dalla giustizia ai nuovi diritti che l’evoluzione del modello familiare comporta. Questi e altri i temi che saranno affrontati oggi, venerdì 24 novembre, alle ore 15.00 al Festival della Dottrina Sociale della Chiesa.

«Attenzione a non trasformare il principio dell’inviolabilità dei diritti dell’uomo nel principio dell’inviolabilità dell’individualismo e dell’egoismo. Occorre discernere, focalizzare il confine tra diritto e desiderio, tra tutela dell’individuo–persona e pretesa all’individualismo creativo. Spetta al giudice individuare questo confine etico, attraverso il calibrato bilanciamento dei valori costituzionali». Così Antonio Sangermano, Procuratore della Repubblica per i minori di Firenze, ha aperto l’incontro “Giustizia e nuove sensibilità sociali: i nuovi diritti” oggi alle 15.00 all’interno del VII Festival della Dottrina Sociale di Verona.

Partendo da una analisi su come la società e i suoi modelli consolidati stanno cambiando, oggi sono state affrontate, tra le altre, questioni quali la stepchild adoption, la tutela degli interessi dei minori, le copie di fatto, la legge Cirinnà. Un mondo che sceglie di cambiare, un mondo che guarda avanti, non può esimersi dall’interrogarsi sulla giustizia sociale, offrendo il massimo impegno affinché i diritti fondamentali siano garantiti a ogni uomo.

«Non può esistere un diritto assoluto alla genitorialità – ha proseguito Sangerrmano – perché la genitorialità è ardente desiderio di vita, condivisione di un progetto affettivo, amore per l’altro, dono incondizionato di sé. Ma questo meraviglioso desiderio che rende l’uomo figlio di Dio, non può meccanicisticamente essere trasformato in un diritto, perché questa sublime manifestazione umana coinvolge l’”Altro”, che è il bimbo, la creatura indifesa, il profugo che naufraga sulle spiagge della vita».

«Il magistrato – ha proseguito Renato Balduzzi, membro del Consiglio Superiore della Magistratura – deve porsi come mediatore indispensabile tra fatto e diritto e quindi tra il testo della legge e la sua interpretazione. In questa capacità di adeguarsi alle novità si struttura al meglio il rapporto tra fedeltà alla legge e alla verità, ma anche cambiamento rispetto alla realtà sociale in continua evoluzione. Il decisore deve essere capace di “avvertire il limite” ed essere in grado di combinare positivamente pulsioni che possono sembrare contrastanti».

L’incontro è stato moderato da Alessandro Rigoli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona.

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