Sanità integrativa e sviluppo di welfare contrattuale

  30 NOVEMBRE 2016
Luci puntate sull’assistenza sanitaria integrativa al festival DSC

Grazie al confronto dal titolo “Sanità integrativa e sviluppo di welfare contrattuale”, in cui, con il contributo dei relatori presenti, si è cercato di approfondire i limiti del sistema sanitario pubblico e di illustrare alcune possibili alternative a esso. A evidenziare l’impossibilità da parte dello Stato di sopperire alle spese sanitarie per l’intera nazione è stato Elio Bava dell’Università di Bari; «da qui nasce l’esigenza di fondi sanitari privati» ha commentato. Secondo quanto affermato dallo stesso Bava, infatti, spesso le persone per mancanza di fondi sanitari si affidano a grandi catene low cost (esempio le catene odontoiatriche) che offrono al cliente prodotti scadenti, provenienti da paesi con manodopera a basso costo, con conseguenti ricadute sulla qualità delle cure.

Un’insufficiente attenzione alla destinazione dei fondi pensionistici statali è stata denunciata dalla dottoressa Damiana Mastantuono di MEFOP (Mercato dei Fondi Pensione) che ha rimarcato quanto invece la previdenza sociale privata sia attenta alla destinazione dei fondi, diventando primo esempio di welfare istituzionalizzato privato.

Uno dei modelli di fondo integrativo portati durante il dibattito, è quello che il gruppo Enel ha introdotto per i propri dipendenti. Esso non garantisce solo il servizio sanitario tradizionale, ma interviene anche su disabilità ed emergenze sociali. «Aiutiamo gli associati anche dal punto di vista psicologico e non solo da quello sanitario tradizionale» ha spiegato  Federico Tornaghi, che si occupa del Fondo. Lo stesso Tornaghi ha spiegato quanto sia importante per un associato un servizio smart estremamente comprensibile, che interagisca al meglio con le esigenze dell’interlocutore.

Dalle osservazioni di Aldo Isella di FASCHIM (Fondo Assistenza Sanitaria Industria Chimica), è emersa inoltre la necessità per le aziende di tutelare i lavoratori attraverso fondi per l’assistenza sanitaria, che possano “coprire” l’intera famiglia sia per le normali cure, che per le grandi spese sanitarie impreviste.

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