Mons. Vincenzi: Osiamo strade nuove che rendono concreti i convegni e le riflessioni accademiche

  28 NOVEMBRE 2016
Nel messaggio inviato al Festival della Dottrina sociale, Papa Francesco afferma tra le altre cose che “Ai nuovi bisogni e alle nuove povertà occorrono risposte nuove”.

Una sollecitazione colta rapidamente da mons. Adriano Vincenzi, mente e anima del Festival, che introducendo i lavori del sabato mattina ha detto, ai presenti: «Lavoriamo da anni sulla Dottrina sociale, oggi è il momento giusto per dare un tono diverso. È necessario partire dal presupposto che sono importanti coloro i quali parlano dal tavolo dei relatori, tanto quanto chi siede tra il pubblico: la conoscenza deve passare attraverso la relazione tra di noi, diventare patrimonio comune non con un seminario, ma con una relazione coltivata e seguita. Altrimenti si fa solo accademia».

Si tratta di tracciare, ha proseguito, «una linea nuova. C’é da mettere in moto una dinamica nuova di base, che funziona solo conoscendosi. Ne è un esempio il fatto che oggi ci sono tre ospiti internazionali (da Haiti, Argentina, Polonia). Li abbiamo incontrati in estate e da lì è nata l’idea di rivederci al festival: è nata una relazione e quest’anno sono per la prima volta a Verona, nonostante da 20 anni siano impegnati nei temi della Dottrina sociale».

Se non c’è qualcosa che ci lega, se non c’è una mission condivisa, ha aggiunto, «coltiviamo nel deserto. Il convegno di oggi dia una svolta: non aspettiamo un microfono e un palco per parlare. Le grandi e piccole decisioni si comunicano dai palchi, ma si costruiscono da un’altra parte: è lì che possiamo e vogliamo essere presenti».

La sfida della realtà è uscire dalla logica solo convegnistica per passare alla concretizzazione: «Cosa ne facciamo – si è chiesto il sacerdote – di quello che ascoltiamo ai convegni? Cosa ne facciamo di quello che abbiamo capito? Bisogna che assolutamente coniughiamo questi momenti con un’attenzione operativa. Bisogna tradurle attraverso una relazione. Attraverso circuiti, non solo universitari, che coniughino le idee in sperimentazione».

Al Festival della Dottrina sociale, c’è chi parla e chi agisce: gli imprenditori che incontrano i giovani in cerca della loro strada al termine della scuola secondaria. «Se applichiamo questa linea – ha auspicato mons. Vincenzi – anche ai momenti di riflessione, otterremo un risultato straordinario. Ci sono tutte le condizioni per farlo: entriamo in questa dimensione perché c’è bisogno di un taglio diverso. Lo possiamo ottenere con convinzione e passione: corriamo il rischio di fare qualcosa che ancora non c’è. La strada è giusta, andando avanti così non ci perdiamo».

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