Ministro Galletti: «Oggi in ogni parte d’Italia constatiamo i danni che ha fatto la mancanza di cultura ambientale»

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  28 NOVEMBRE 2016
Si è tenuto sabato 28 alle ore 16 presso la Sala Autore della Fiera di Verona, l’incontro “La sostenibilità ambientale per il benessere della società. Dalla mobilità al ciclo dei rifiuti e dell’acqua”, inserita nel V Festival della Dottrina sociale della Chiesa.

«La sostenibilità ambientale è centrale nella Cop21», ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gian LucaGalletti, nell’ambito dell’incontro. «A Parigi – ha anticipato – proveremo a trovare un grande accordo sul clima per limitare il surriscaldamento globale e ridurre le emissioni di gas serra: per questo abbiamo bisogno di disegnare la nostra economia, di rivedere le nostre città, il nostro ciclo dei rifiuti e dell’acqua. È la grande sfida del futuro, perché tutti i Paesi si impegneranno a questo obiettivo e tutte le economie dopo Parigi saranno più ambientali».

«Dobbiamo radicare – ha aggiunto Galletti – una cultura di rispetto dell’ambiente: oggi in ogni parte d’Italia constatiamo i danni che ha fatto la mancanza di cultura ambientale. Abbiamo fatto un provvedimento molto importante come gli ecoreati, perché da una parte servono regole certe, dall’altra un sistema sanzionatorio efficace: da alcuni mesi chi inquina va in galera e questo mi sembra un segno di civiltà». «Il Papa – ha aggiunto – ci ha dato un grande insegnamento nella sua Enciclica richiamando al tema dell’Ecologia Integrale: il rispetto dell’ambiente serve per la lotta a povertà e all’illegalità, per affermare il valore della Pace, per costruire un mondo più sicuro. L’Ecologia – conclude il ministro – ha a che fare con tutto questo».

«Viviamo in un momento importante per i temi ambientali», ha detto mons. Mario Toso, vescovo di Faenza citando anche l’enciclica “ecologica” di Papa Francesco, la Laudato si’. «Il metodo che ci offre l’enciclica – ha detto – ci aiuta a leggere la crisi ecologica con la constatazione che che siamo inadeguati nel capire la problematica ecologica: per fare rete a favore della casa comune dobbiamo essere attrezzati con gli strumenti adatti. Ecologia integrale, ecco il concetto nuovo che permette discernimento, cioè capire tutte le cause della crisi ecologica». L’ecologia integrale, ha aggiunto, «può essere elaborata a partire da una sintesi culturale che sia armonizzata dalla metafisica. Ma è anche un principio morale ecologico del compimento umano in Dio; nient’altro che il primo principio delle relazioni dell’uomo con l’ambiente e con il creato». Trascurandolo, «ci si troverebbe di fronte ad un’errata antropologia che porta a un’errata gerarchia tra le cose». L’emergenza ecologica «senza un uomo bonificato, educato moralmente, non si risolve». Per questo, ha aggiunto, «i cattolici hanno uno strumento adeguato per risolvere la crisi ecologica. Finalmente non si potrà dire che la Chiesa non ha sviluppato un pensiero adeguato per risolvere questa crisi ecologica e per entrare, finalmente, nel dialogo politico in maniera arricchente».

Massimo Bettarello, Presidente di ATV Verona, ha parlato della propria esperienza all’interno della mobilità sostenibile: «Quando sono arrivato, nel 2011, l’azienda era in grave crisi, ci siamo rialzati spiegando ai collaboratori di fare quello per cui erano pagati. Da qui abbiamo generato un flusso positivo, e questo dimostra che le società pubbliche hanno un valore aggiunto proprio in termini di società: riescono a dare risposte più efficaci per la collettività. A Verona riusciamo a produrre utili consistenti. Pensiamo alle navette scolastiche usate per portare i ragazzi a giornate ecologiche o nei parchi: sono costi che la collettività non deve sostenere». Le società pubbliche, ha aggiunto, «hanno grosse difficoltà trovandosi in competizione per aggiudicarsi servizi di trasporto, a causa di vincoli stringenti che non gravano sui nostri competitor privati. Loro non vengono sottoposti ai nostri controlli e vincoli, così si crea un gap competitivo evidente». Bettarello ha poi presentato alcuni grafici riportando dati relativi alla scelta del metano per la flotta urbana di Verona: «Non abbiamo nessuna forma di contributo pubblico se non i pochi fondi dal Ministero, ma attorno al 2018/19 Verona potrebbe essere una delle pochissime città a non avere neanche un chilometro a gasolio».

Giovanni Valotti, Presidente di A2A, ha affermato che il concetto di ecologia è estremamente legato a quello di educazione e si collega in modo imprescindibile a un sistema valoriale. «Io ho due mestieri, il professore e il presidente. Come professore sento la responsabilità di educare e come presidente mi sento un manager. Per unire e svolgere bene insieme questi due lavori serve un forte senso etico, un valore della solidarietà. Le imprese sono persone. Per questo, dal punto di vista teorico, l’idea che le imprese abbiano come fine il profitto è un concetto che appartiene al passato». Valotti ha portato come testimonianza la storia dell’azienda che rappresenta, la A2A: «Impegnata nell’erogazione di servizi di pubblica utilità, è guidata dall’idea di dover rendere un servizio migliore possibile a una comunità». Il concetto di sostenibilità «ha tre gambe: quella economica, che funge da strumento, quella ambientale, che è di interesse pubblico e quella sociale. Tra i nostri moltissimi progetti di investimento relativi alla sostenibilità, c’è quello dello smaltimento e recupero dei rifiuti. In Sicilia il 90% dei rifiuti viene sotterrato in discariche. Il 10% in discariche abusive. La politica A2A, invece, è a discariche zero. Il rifiuto lo bruciamo e l’energia prodotta la riutilizziamo. L’80% degli appartamenti bresciani viene riscaldata con il teleriscaldamento alimentato dalla combustione dei rifiuti». Per tutti questi motivi, Valotta ha concluso che «Sulle tematiche ambientali ci vuole un po’ meno di demagogia, un po’ più di informazione e tanto sistema di valori».

Luigi Santaguida, di Stanton Renaissance Toronto, ha parlato della grossa sfida climatica che il mondo è chiamato ad affrontare, a partire «dalla garanzia di biodiversità che oggi è messa a forte rischio». L’idea che guida l’operato di questa impresa canadese è che «se distrugge il pianeta, non è un investimento». «La nostra filosofia guida è di restituire vita e rinnovare spazi e luoghi attraverso una trasformazione ambientale, ecologica culturale e socio economica. Le nostre residenze saranno disegnate in modo tale da essere in armonia con le comunità in cui vengono costruite e con l’ambiente circostante, arricchendo i valori estetici e sociali dei rispettivi vicini di casa. Le residenze presenteranno elementi ambientali che alzeranno l’asticella dello sviluppo responsabile per le comunità smart».

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