Edizione 2021



XI Festival della Dottrina Sociale
AUDACI NELLA SPERANZA - CREATIVI CON CORAGGIO

Non si tratta di alimentare con nuove motivazioni le tante speranze umane, che caratterizzano ognuno di noi, ma di proporre una ricerca audace per giungere alla Speranza autentica, quella che non delude perché fondata su basi solide, quella che resiste alla prova del tempo e delle situazioni che la vita, molte volte inaspettatamente, ci pone davanti.

La pandemia ha scosso la società del benessere dal torpore onirico di credere che sia possibile una realtà non vera e di vivere individualmente ed egoisticamente, senza rendersi conto che le cose possono andare male, indipendentemente dalla nostra volontà.
La crisi sanitaria ha reso ancora più evidente ciò che la crisi economica e sociale in precedenza aveva invano evidenziato, e cioè che la vita non è quella che abbiamo in mente o che vorremmo che fosse, bensì è quella che è, nella sua verità e nella sua durezza e si manifesta indipendentemente dal nostro rifiuto di vederla e di accettarla.

La comunità scientifica ha reagito con tempismo e successo nella lotta alla pandemia e i governi hanno saputo mettere in atto misure economiche e finanziarie straordinarie, per proteggere le economie dei vari paesi.
Il rallentare della minaccia pandemica e la ripresa economica indotta dalle misure pubbliche hanno generato un comprensibile sollievo ed un pensiero ottimistico a riguardo del futuro.
Ma l’ottimismo, per sua definizione, è una disposizione psicologica che considera la realtà solo dal suo lato migliore, anche a rischio di creare illusione, con il pericolo concreto di non far comprendere la lezione di vita che abbiamo ricevuto.
Oggi è storicamente necessario spalancare gli occhi sulla realtà nella sua interezza, maturare ed iniziare a vivere in modo responsabile.
Non possiamo più permetterci di vivere in maniera edonistica, pensando che ci sarà sempre qualcuno che risolverà i problemi per noi, o farà per noi il lavoro che non vogliamo fare.

La Speranza, a differenza dell’ottimismo, affina l’arte di cogliere le occasioni e attiva il coraggio di rispondere a quello che capita nella realtà. Per questo abbiamo bisogno di una Speranza fondata: la Speranza che incide profondamente sulle nostre azioni, sulla capacità progettuale di ciascuno e per questo segna intimamente la nostra dimensione esistenziale.
La Speranza, fondata sulla consapevolezza che siamo parte integrante di una storia che va oltre noi, ha in sé una dimensione ispiratrice e abilita a ritrovare la capacità di porre in essere tutte le possibili azioni per il raggiungimento del Bene, liberi dall’esito, perché sostenuti dalla certezza che ciò che abbiamo seminato, prima o dopo darà frutto.
La Speranza è creatività e ci fa vedere con molta chiarezza che le difficoltà possono essere occasioni di trasformazione.

Non dobbiamo uscire dalla pandemia con la nostalgia del passato, cercando solo di tornare presto a come era prima, bensì con la consapevolezza che è necessario un cambiamento, in primis della percezione del nostro ruolo nel mondo.
È ora di iniziare da noi stessi, da come siamo e da dove siamo, cominciando dalle piccole cose che sentiamo sbagliate.
Audaci nella Speranza, che sostiene il coraggio e la creatività, ognuno per come è, per dove è, per diventare azione corale, concreta e dirompente, che genera il cambiamento.

Ovunque noi siamo, costruiamo il cambiamento.

Dottrina Sociale della Chiesa

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