Lettera dall'Arcivescovo di Canterbury

25 Novembre 2021

In occasione della XI Edizione del Festival della Dottrina Sociale, l'Arcivescovo di Canterbury Justin Welby ha inviato una lettera ai partecipanti al XI Festival della Dottrina Sociale

Di seguito la lettera:

Vi ringrazio per questa possibilità di inviare un messaggio al vostro Festival. Prego Dio che benedica questo incontro, e condivido la vostra gioia mentre vi riunite di nuovo dopo che l'anno scorso il Festival si è dovuto tenere in modalità online. Questo è un momento cruciale per l'umanità poiché affrontiamo così tanti problemi, immensi, non ultima la pandemia, che infuria ancora nel mondo, come pure la crisi climatica, presente nel nostro pensiero in modo speciale in questo momento. Queste sfide globali provocano i loro effetti peggiori su chi è già povero e vulnerabile. Loro sono degni della nostra speciale cura e del nostro rispetto. Gesù stesso si identifica con loro e ci chiama tutti a condividere la sua compassione e a prenderci cura degli altri, non solo con la tenerezza del cuore ma con azioni concrete.

Per questa ragione il vostro incontro è estremamente importante, per le sue considerazionisulla dottrina sociale cristiana. L’azione richiede pensiero e il pensiero richiede studio. La dottrina sociale cristiana ci offre un prezioso tesoro che contiene ricchezze di luce per ispirare il nostro pensiero. Nessuno ci conosce o ci capisce come Cristo, Colui che è Dio e, allo stesso tempo, perfettamente umano. La sua Buona Novella, nel formare e plasmare la nostra dottrina sociale, è un grande dono che noi oggi possiamo offrire per il bene comune dell'umanità.

Il tema centrale di questi quattro giorni del vostro incontro, «Audaci nella speranza, creativi con coraggio», ci invita a rimanere radicati in Cristo. Questo atto spirituale è l’atto politico e sociale più vigoroso che noi possiamo fare. Ci offre un nuovo modo di pensare e un nuovo modo di comportarci. Ci fonda in una vera speranza e ci riempie di coraggio perché noi abbiamo incontrato Cristo. Infatti, noi sappiamo che possiamo avere speranza perché abbiamo sperimentato la nuova vita che Lui offre. E sappiamo che possiamo avere coraggio ed essere creativi perché il suo Spirito rafforza la nostra volontà e stimola la nostra immaginazione.

Che la speranza, il coraggio e la creatività di Cristo vi accompagnino nel considerare la vasta gamma di argomenti del programma di questo Festival. Per citare solo alcuni dei temi principali, in aggiunta alla pandemia e all'ambiente: l’educazione, la cultura, l’abitabilità, la mobilità, il lavoro, l’impresa, la famiglia, la salute e i problemi geopolitici che affliggono paesi come l’Afghanistan, l’Iraq, la Siria, il Libano e il continente africano. È un programma arduo e ambizioso! Inoltre, vorrei complimentarmi con voi per la speciale attenzione che viene dedicata alla salute mentale dei giovani.

Prego per tutti voi, per il gruppo di sindaci recentemente eletti che si riuniscono nell’ambito del Festival, come pure per i dirigenti e gli imprenditori a cui  viene assegnato un premio per il loro lavoro per il bene comune nelle loro rispettivi aree di competenza.

Possa la nostra cooperazione, oltre le differenze confessionali, approfondire la nostra speranza perché rimaniamo più fermamente fondati in Cristo.

Ecc.mo e Rev.mo Justin Welby
Arcivescovo di Canterbury

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