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Edizione 2019

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IX Festival della Dottrina Sociale
Verona, 21-24 novembre 2019

Il tema del nono Festival della Dottrina sociale è Essere presenti: Polifonia Sociale.

Quando uno c’è si vede e la sua presenza porta sempre ricchezza di significati. Solo una persona che sa essere vera, ancorata ai valori, può entrare in una relazione autentica e feconda con gli altri e non limitarsi a vuote pretese, ad inutili egoismi.
Chi è presente invece di creare problemi li risolve, lascia cadere le chiacchiere e crea relazioni vere, ha sempre il senso della misura, trova lo spazio per il ragionamento e il confronto, rifiuta gli slogan e i proclami altisonanti, si impegna per il bene comune.

Tutti abbiamo esperimentato cosa vuol dire la presenza nei momenti difficili della nostra vita. Non sentirsi soli e percepire che qualcuno è con noi è il più grande dono che possiamo ricevere. Nei momenti più duri della vita tutto sembra perdere il suo significato e c’è bisogno di qualcosa di essenziale, di veramente importante; per questo si cerca un volto, una persona, una presenza. La stessa cosa vale per i momenti più belli e significativi dell’esistenza: la gioia e l’autenticità hanno bisogno di presenze per essere condivise.
Non si può gioire da soli e non si può soffrire da soli: inesorabilmente occorre qualcuno che ci tolga dalla solitudine. Ecco la grandezza incomparabile della presenza!

Questa vocazione interpersonale della presenza trova una sua naturale continuità anche nella dimensione sociale: costituisce la base su cui si sviluppa la vita sociale. La presenza è sempre estroversa: non conosce chiusura e indifferenza. La presenza si alimenta dell’impegno verso gli altri. La presenza nel lavoro, nella scuola, nella sanità, nei diversi ambiti della vita crea sempre la differenza.

Essere presenti supera di gran lunga le parole. La forza della presenza non è mai data dai riflettori, dai followers, dagli applausi, ma dalle conseguenze pratiche di una azione che si fa carico degli altri, si prende cura, lotta, si spende per generare quel bene sociale che tutti desideriamo. Le molte presenze significative e anonime operanti nella quotidianità creano respiro vitale per tutti.
La presenza esprime sempre intensità perché ha una forza propria, viene prima delle azioni anche se
non le esclude mai, è significativa per sé stessa. Vive non perché domina, ma perché è radicata in una comunità. Così diventa profetica e alternativa: non si identifica con una persona, con un leader solitario, ma genera una comunità dove la fraternità armonizza differenze e talenti.

La presenza è vita. Non si esaurisce in automatismi o organizzazioni perfette ed efficienti, ma anonime. È più facile creare un meccanismo che funziona che una comunità che vive.
La presenza non è rivendicazione di identità esclusive ed escludenti. La presenza è relazione. Alimenta e si alimenta di relazioni. La presenza è il modo migliore per esprimere partecipazione, condivisione, coinvolgimento.
Le vere presenze alimentano il pur necessario pluralismo sociale e culturale, e allo stesso tempo ci proteggono dallo sterile antagonismo e dalla subdola omologazione.

Ecco perché il tema del festival DSC di quest’anno sottolinea la polifonia sociale. Più voci armoniche sono preferibili agli acuti di bravi solisti. E così cambia tutto: il riferimento non è più un singolo individuo, ma una comunità. La sfida che desideriamo affrontare con il Festival DSC 2019 è mettere insieme presenze diverse per costruire il passaggio dalla significatività individuale alla polifonia sociale. Così possiamo costruire un nuovo tessuto sociale. Ognuno di noi è un filo prezioso e indispensabile: bisogna però intrecciarsi e legarsi con fili di altri colori per costruire nuovo habitat per una comunità.

don Adriano

Carta dei Valori di Verona

"Essere presenti, polifonia sociale" è il tema che ha accompagnato, quest'anno, le giornate del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa.
In una società in cui l'individualismo soggettivo è mutato in individualismo associativo, un gruppo di persone in rappresentanza di associazioni, enti e realtà economiche hanno deciso di lavorare in un contesto polifonico e armonico sottoscrivendo una carta dei valori per un impegno civile ed etico per Verona. Abbiamo scelto di sottoscrivere la carta dei valori in quanto:

  • Responsabili del ruolo che svolgiamo
  • Consapevoli che solo insieme si possono affrontare i problemi di una comunità
  • Convinti che il vero rinnovamento non può prescindere dall'attenzione al territorio
  • Coscienti che il futuro va preparato fin da oggi
  • Intenzionati a ridurre le disuguaglianze e a promuovere la solidarietà e la giustizia sociale
  • Pronti a lavorare intensamente per la costruzione del bene comune
  • Sostenuti da tutti coloro che antepongono il bene per la nostra città alle spinte individualistiche

La condivisione di una carta dei valori si traduce nella individuazione di alcune priorità che riteniamo strategiche per lo sviluppo di Verona.
Le nostre priorità sono:

  • Lo sviluppo della conoscenza
  • Crescita e sviluppo del territorio nel rispetto dell'ambiente e quindi della salute delle persone
  • Un progetto pluriennale per la logistica e i trasporti partendo dal piano regionale con particolare riguardo ai collegamenti ad alta capacità, Fiera, aree urbane Verona Sud e aeroporto
  • Promozione di tutto quanto può favorire la crescita economica e la rivalutazione delle imprese come bene sociale per il nostro territorio in modo particolare ricerca e innovazione per Verona Smartland, la sostenibilità, la rigenerazione urbana e territoriale
  • Gli scenari dello sviluppo fieristico e dei servizi all'internazionalizzazione
  • Le multiutility tra autonomia e aggregazione per approfondire la fattibilità di alleanze
  • Il sistema sociosanitario veronese e la risposta alle nuove fragilità

Solo un'azione comune finalizzata ad uno sviluppo rispettoso dell'ambiente potrà generare nuovi posti lavoro e una concreta lotta alla povertà per una società inclusiva.

Verona, 24 Novembre 2019

Firmatari:

  • Sindaco Verona
  • Università di Verona
  • BCC Federazione Veneta
  • Federazione provinciale Coldiretti Verona
  • Aeroporto Valerio Catullo Spa
  • Cisl Verona
  • ATV Azienda Trasporti Verona
  • Camera di commercio industria e artigianato di Verona
  • Confcooperative Verona
  • Confartigianato Verona
  • Veronafiere S.p.A.
  • Api industria Verona
  • Cattolica Assicurazioni
  • CAI Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Verona
  • Casartigiani Verona
  • Confindustria Verona

SCARICA LA CARTA DEI VALORI

  • Edizione 2018

    logo il rischio della liberta 2018

    VIII Festival della Dottrina Sociale
    Verona, 22-25 novembre 2018

    Il tema dell’ottavo Festival della Dottrina sociale è: Il rischio della libertà.

    Ognuno di noi desidera profondamente e intimamente la libertà perché è in gioco la nostra stessa umanità e la nostra dignità. Ma spesso la libertà non solo è a rischio ma viene completamente negata. La libertà negata è percepita solo da chi ha un udito fine e antenne libere e adatte a captare il grido del silenzio. È il grido dei morti nel Mediterraneo: i morti non parlano e in questo caso non sono neanche visibili. I morti sono tantissimi ma il cimitero è invisibile. La libertà è negata alle migliaia di ragazze che sono costrette a vendere il loro corpo per portare soldi nelle casse delle organizzazioni criminali, è negata a chi vive sotto la scure dell’usura: tanta povera gente deve continuamente tirar fuori soldi senza mai vedere estinto il suo debito. Il risultato di questa negazione della libertà è impressionante: la mancanza di libertà e la morte arrivano a toccarsi e in alcuni casi a coincidere. Dove non c’è libertà si vive nella paura e dove c’è paura della libertà crescono i controlli e i movimenti delle persone sono costantemente monitorati. Il potere viene esercitato in maniera invisibile e impercettibile attraverso il controllo delle persone. L’identità delle persone, le loro attività, le condizioni di salute e le loro abitudini sono ricercate in maniera scientifica per scegliere i prodotti da consumare o per influenzare le loro scelte. In più situazioni si può dire che viviamo in regime di libertà vigilata, non per questioni di ordine pubblico ma come estensione del potere dell’economia, della politica e della comunicazione. Nonostante questi forti condizionamenti il desiderio di libertà rimane vivo, anzi viene avvertito in maniera sempre più forte. La libertà non si può uccidere, è come la vita: si può uccidere una persona ma non la vita, si può rendere schiavo qualcuno o popoli interi ma non si può eliminare la libertà. Ogni persona ci ricorda che la libertà è viva quando cerca la verità di sé stessa attraverso il perseguimento di significati, la realizzazione di un compito, il cammino verso una promessa.

    La libertà si vive nel presente ed è ricca di futuro, non possiamo possederla o privatizzarla perché è un bene per tutti. Nelle trame ordinarie della quotidianità con azioni e comportamenti ognuno di noi intesse la storia della sua libertà che è cammino e scoperta, lotta e compimento, diritto e dovere, coinvolgimento, relazionalità, condivisione.

    La libertà non ama le imitazioni, gli stereotipi e le finzioni: è fedele all’originalità e unicità di ognuno. Oggi abbiamo bisogno di persone libere! Sono quelle che rischiano sé stesse, che abbandonano l’io per incontrare l’altro, che non cercano scuse per non giocare la partita della vita, sono quelle che non compri con i soldi, con la carriera, con il successo o la notorietà perché il loro valore è troppo grande: sono persone libere. Tutto ciò ha un prezzo, fa correre un rischio, ma è così rispondente alla verità di noi stessi al punto che quando non ci comportiamo così siamo noi i primi a non essere contenti di noi stessi.

    Per essere liberi val la pena rischiare perché il rischio vero che ci chiede la libertà è quello di amare. Facendo così veniamo restituiti a noi stessi dopo essere usciti da noi stessi per andare verso l’altro: questa restituzione è gioia che diventa un grido di tripudio alla vita. Per questo vale la pena di rischiare per vivere da persone libere.

  • Edizione 2017

    volantino orizzontale 1024x731VII Festival della Dottrina Sociale
    Verona, 23-26 novembre 2017

    La fedeltà e il cambiamento, a prima vista, sembrano indicare due modi di essere troppo differenti per risultare  componibili . Ma se la fedeltà è il modo di rispettare la propria e l’altrui dignità, se traduce l’originaria apertura alla verità, al bello e al bene, diventa subito chiaro che la fedeltà richiede un cambiamento: per essere noi stessi  in maniera sempre più compiuta  chiediamo a noi stessi di cambiare. Anche se viviamo in un contesto in cui tutto sembra orientare verso il pensiero unico, l’egualitarismo indifferenziato , le mode comportamentali e valutative, le necessità imposte dalla tecnocrazia, è ancora percepita da molti l’originaria dignità di ogni persona al punto che proprio il rispetto della propria dignità e grandezza chiede un non adeguamento, una differenziazione dal pensiero dominante, chiede una voce fuori dal coro, un’azione differente.

    Ecco perché fedeltà È cambiamento. È in forza della fedeltà alla grandezza e intangibilità di ogni essere umano che non è accettabile l’alto tasso di disoccupazione, un modello di crescita economica che fa aumentare il numero dei poveri, una sanità che cura di più e meglio di chi ha soldi, l’eccesso di individualismo, una finta democrazia che vive senza la partecipazione dei cittadini. E’ necessario sostenere un cambiamento di rotta del sistema economico: non sono gli uomini che devono adattarsi all’attuale sistema economico finanziario, ma è il sistema economico finanziario che deve cambiare per non offendere la dignità di coloro che sono condannati alla povertà, alla miseria e a diventare uno scarto della società. Peraltro anche molti di coloro che vivono in condizioni economiche dignitose percepiscono che c’è qualcosa che non va; si trovano di fronte ad un’anomalia che rende pesante la loro vita:  aumentano i beni materiali ma la felicità e la soddisfazione di vivere diminuisce.

    La fedeltà è un concetto dinamico che rifiuta immobilità, ripetitività e stanca continuità. Essa mette in circuito la dimensione originaria dell’amore e della vita che ci sfida a fare ciò che ancora non è stato fatto e a cambiare tutto ciò che è fatto male. Fedeltà è tornare alle origini e comporta sempre un cambiamento perché all’origine la vera forza è sempre una ispirazione, una vision, un sogno coltivato e sviluppato per incrementare ciò che fa bene all’uomo. Fedeltà è cambiamento significa che non si guarda solo indietro, non ci si guarda solo attorno, ma si guarda in avanti. Fedeltà è apertura a tutto ciò che ancora non c’è: il domani sarà certamente un dono se già da oggi in noi c’è uno spazio libero per ciò che ancora non c’è. La fedeltà si coniuga bene con il nuovo perché è il segreto per non perdersi pur muovendosi in terreni sconosciuti.

    Il settimo festival della dottrina sociale evidenzierà queste idee diventando casa per tutti quelli che credono nel cambiamento. Inoltre offrirà l’opportunità per stabilire relazioni significative con tutti quelli che già stanno realizzando qualcosa di positivo nel loro ambito di vita: scuola, lavoro,  salute, giustizia, economia, sviluppo, fede, educazione, territorio.
    Il programma è in costruzione: sulle news si potranno seguire gli sviluppi.

    Don Adriano

  • Edizione 2016

    Locandina Programma 2016VI Festival della Dottrina Sociale
    Verona, 24-27 novembre 2016

    Dal 24 al 27 novembre 2016
    presso al Cattolica Center di Verona si è svolta la sesta edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, che ha avuto come tema “In mezzo alla gente”, ragion per cui molte delle attività programmate si sono tenute nei luoghi dove normalmente le persone vivono, lavorano o si ritrovano, dalla fabbrica – l’azienda Pedrollo di San Bonifacio – alle aziende ospedaliere – l’aula magna del policlinico di Borgo Roma – fino al Teatro Nuovo di Verona.

    Ventimila le presenze registrate nelle tre giornate di lavori che sono state aperte con un vibrante messaggio di Papa Francesco che ha sottolineato come «L’isolamento sviluppa paura e diffidenza e impedisce di godere della fraternità…. Stare in mezzo alla gente non significa solo essere aperti e incontrare gli altri ma anche lasciarci incontrare… Siamo noi che abbiamo bisogno di essere guardati, chiamati, toccati, interpellati, siamo noi che abbiamo bisogno degli altri per poter essere resi partecipi di tutto ciò che solo gli altri ci possono dare». Un monito forte e di stretta attualità: « Quando il popolo è separato da chi comanda, quando si fanno scelte in forza del potere e non della condivisione popolare, quando chi comanda è più importante del popolo e le decisioni sono prese da pochi, o sono anonime, o sono dettate sempre da emergenze vere o presunte, allora l’armonia sociale è messa in pericolo con gravi conseguenze per la gente: aumenta la povertà, è messa a repentaglio la pace, comandano i soldi e la gente sta male. Stare in mezzo alla gente quindi fa bene non solo alla vita dei singoli ma è un bene per tutti».

    Energia nuova e rinnovata è stata la parola d’ordine tra tutti i partecipanti a chiusura dell’edizione 2016, ad oggi la più significativa anche da un punto di vista logistico.

    «Tre sono le cose che hanno caratterizzato questo festival – ha esordito alla conclusione al Teatro Nuovo Mons. Adriano Vincenzi, presidente di Fondazione Toniolo e Coordinatore del Festival – . La prima: quest’anno abbiamo toccato con mano la Provvidenza prima di tutto grazie al messaggio del Papa, così eccezionale per intensità e coraggio. La seconda: la serenità delle persone presenti che hanno prestato il loro lavoro. Penso alle 14 cene di valore: non abbiamo detto che buono, abbiamo detto che bello. Quando le persone impegnate nel festival oltre al servizio che si sono offerte di fare, ti fanno percepire qualcos’altro vuol dire si va oltre il servizio stesso: ci siamo trasmessi dei significati. La terza: la struttura del Cattolica Center. Noi non avremmo mai pensato di poter avere uno spazio così. E’ la prima volta che una struttura si adatta alle esigenze del nostro programma, di solito eravamo noi ad adattarci alla struttura. Questo ha generato una nuova percezione: ci siamo sentiti a casa nostra, siamo stati agevolati nelle relazioni personali, è stata ridotta la dispersione. Quest’anno non siamo solo stati al festival, ci siamo anche visti».

    Il festival anche quest’anno si è posto come un intreccio tra alcuni attori della vita sociale: imprenditori, avvocati, medici, operai, commercialisti, giovani, insegnanti chiamati a confronti su temi importanti, dall’economia al lavoro, dai giovani alla sanità, dalla comunicazione all’impresa e al sociale per mettere in relazione le buone pratiche, l’operatività virtuosa, la creatività in vista di nuove progettualità.

    «Tre giorni di grandi lavori – ha proseguito Mons. Vincenzi – e poi? Poi uno pensa a “priorità, programma, agenda”. Nulla di tutto ciò. Torniamo a casa senza priorità, programma, agenda perché non ne abbiamo bisogno. Perché questi tre giorni ci hanno riempito di energia: invece di tornare a casa con qualcosa da fare, torniamo a casa capaci di fare qualsiasi cosa. E’ eccezionale abilitare le persone ad operare. Per questo motivo fare il festival è importantissimo: dentro di noi è come se succedesse una trasformazione e venissimo tutti ispirati, col risultato che chi è ispirato non sbaglia. E quando siamo ispirati abbiamo meno bisogno di gente che ci dice cosa dobbiamo fare. Si percepisce dentro una grande forza che sprona ad agire. E se il festival è tutto questo, allora è una benedizione».

    Partecipanti galvanizzati dalle toccanti testimonianze che si sono alternate nel corso dei vari appuntamenti ma anche un richiamo alla concretezza dell’agire qui ed ora. «Se si opera in un certo modo – ha concluso Mons. Vincenzi – si fanno le cose grandi e si resta normali; di gente che conta e non fa niente ce n’è fin troppa. Apprezzo l’impegno forte che si distende nella quotidianità. L’esempio è Maria: ha fatto la cosa più grande del mondo e ha saputo mettere insieme grandezza e semplicità. Fare cose grandi restando umili: questo è il mio augurio per tutti».

  • Edizione 2015

    programma del V Festival della Dottrina Sociale della ChiesaV Festival della Dottrina Sociale
    Verona, 26-29 novembre 2015

    Dal 26 al 29 novembre 2015 presso l’Ente Fiera di Verona
     si è svolta la quinta edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, che ha avuto come tema “La sfida della realtà”.

    La scelta del tema è ispirato dall’Evangelii Gaudium (cap. IV, 231) e si muove nella linea della dottrina sociale della Chiesa, che non ha mai ceduto all’utopismo o al moralismo, ma ha sempre fondato i suoi insegnamenti su un sano realismo.

    La realtà ci sfida perché ci trova quasi sempre un po’ impreparati. È più facile descriverla che comprenderla, è più facile essere colti di sorpresa da ciò che ci capita piuttosto che giocare in anticipo.

    “La sfida della realtà” ci spinge a superare una visione ideologica del presente. L’ideologia costringe la realtà dentro il suo schema astratto ed arido e impedisce la conoscenza piena e vera del reale: succede così quando ci si affida alla tirannia dei numeri per giustificare scelte inique, quando ci si affida alla tecnocrazia per nascondere la parzialità e le responsabilità delle scelte. Un sistema tecnocratico ed ideologico si affida a decisioni cieche ed unilaterali, un sistema dove l’uomo è al centro compie, invece, delle “scelte”: le decisioni sono obbligate, le scelte sono libere. Noi non abbiamo dubbi da che parte stare per accettare la sfida della realtà.

    La realtà diventa sfida anche per il pensiero. Ha bisogno di esso per essere compresa e indirizzata, ma soffre dell’uso di pensieri e parole finalizzate alla sua manipolazione. La vita, la realtà, la verità non possono mai ridursi ad un gioco di parole o a raffinati sofismi: la menzogna è tale perché fa vedere vero e reale ciò che non lo è.

    La realtà rappresenta una grande sfida quando pone nuovi quesiti, sollecita nuove risposte, costringe ad un cambiamento operoso, rilancia l’insostenibilità di certe decisioni. Non possiamo accettare un pensiero diffuso che si muova con indifferenza rispetto all’aumento delle disuguaglianze, allo scandalo della fame, all’arricchimento con il traffico di armi e di esseri umani, all’ingiustizia di fare i soldi con i soldi invece che con il lavoro.

    La realtà pone la sfida della partecipazione, della condivisione, della ricerca di nuovi assetti economici e finanziari rispondenti ai bisogni reali di molti in contrasto con l’egoismo vergognoso di pochi.

    La realtà chiede valori e verità. Rispondere a ciò significa evitare che si arrivi a capire il senso vero delle cose solo dopo aver assistito a catastrofi immani e ponendosi solo tardivamente la fatidica domanda: «Come è possibile che sia successo questo?». La realtà ci sfida anche per questo: tiene viva la memoria.

    La sfida della realtà è un tema intenso, ricco, poliedrico.

    Il V Festival DSC si è preannunciato davvero interessante ed ha voluto essere una sfida per:

    • promuovere il cambiamento
    • riproporre i valori autenticamente umani
    • guardare in faccia la realtà
    • conoscere esperienze che rilanciano un pensiero diverso
    • alimentare il ruolo delle minoranze creative nel generare percorsi inediti
    • incontrare persone che vogliono essere libere e responsabili.

    I soggetti promotori del V Festival della DSC sono statiFondazione TonioloLa SocietàFondazione Segni NuoviFondazione Cattolica AssicurazioneUcidFedercasseConfcooperativeCislAcaiGruppi della dottrina sociale della ChiesaCollegamento sociale CristianoMovimento Studenti Cattolici.

    Il Festival si è sviluppato attorno a tre percorsi: i convegni, l’area espositiva, gli spazi culturali.

    Il Festival ha offerto iniziative specifiche per ogni realtà che intende partecipare in maniera attiva. Per i convegni è stato riservato uno spazio all’impresa, alla direzione del personale, alla cooperazione, alle banche mutualistiche e cooperative, al sindacato, ai giovani, alla scuola, all’ambiente.

    Obiettivo del Festival è l’incontro di una pluralità di soggetti che, condividendo i medesimi valori, possano creare le condizioni per la formazione di una nuova coscienza sociale.

    Clicca qui per scaricare il programma ufficiale in pdf del V Festival della Dottrina sociale “La sfida della realtà”

  • Edizione 2014

    img2014IV Festival della Dottrina Sociale
    Verona, 20-23 novembre 2014

    “Oltre i luoghi, dentro il tempo” è il titolo del IV festival della dottrina sociale, che si è svolto a Verona dal 20 al 23 novembre 2014. Questo titolo esprime un movimento. C’è bisogno di uscire. Il luogo ha una sua fissità, limitatezza e ripetitività; bisogna andare oltre per lasciare i luoghi comuni, gli stereotipi, le finte certezze, il possesso e le false sicurezze date dalla conservazione e dalla difesa di se stessi. Vivere dentro il tempo è accettare la sfida dell’imprevedibile, della diversità, dell’altro che non è mai come noi vorremmo. Il tempo scorre velocemente senza mai ripetersi, è imprevedibile, non si ferma, è la grande opportunità.

    Ecco il festival: accettare il movimento, il cambiamento, il nuovo, il non ancora esperimentato. E così invece di fissare spazi creiamo processi: la vita si arricchisce di novità e di curiosità e ci porta all’entusiasmante sfida di trovare il senso di ogni segmento della nostra esistenza. E’ per questo che il muoversi non crea dispersione, e l’inedito non crea smarrimento, ma ci offre quegli elementi nuovi con i quali sperimentiamo che essere in movimento, vivere il tempo, rappresenta l’unico modo di ritrovarsi nella pienezza della vita. Storia e futuro coniugati dentro il presente ci rendono nuovi. Essere dentro il tempo significa vivere intensamente: il tempo ci fa incontrare povertà, ricchezza, salute, malattia, peccato, grazia, odio, amore, sogni, delusioni, ingiustizie, gratuità, interessi. Tutto ciò non è un’astrazione ha sempre un volto. Perciò essere dentro il tempo è un incontro che crea le condizioni inedite di diventare risposta.

    Scarica la brochure

  • Edizione 2013

    Festival DSC main1

    III Festival della Dottrina Sociale
    Verona, 21-24 novembre 2013

    - Disuguaglianze + Differenze.
    È un titolo che vuole far riflettere sulla nostra situazione sociale ed economica.

    Non v'è dubbio che sono ancora troppe nel mondo, e in Italia, le diseguaglianze che offendono la dignità dell'uomo e la Dottrina Sociale della Chiesa ci spinge a operare per la giustizia e a combattere le disuguaglianze. Ma accanto a tante disuguaglianze, la nostra società e il nostro sistema giuridico sono caratterizzati da un eccesso di uniformità e di omologazione. Non poche volte si è creduto che l'uguaglianza fosse perseguibile attraverso l'omologazione. I campi in cui verificare questa affermazione sono tanti.

    Innanzitutto, la scuola. Molte volte si è creduto di creare uguaglianza soffocando il pluralismo scolastico e la libertà educativa delle famiglie in diverse occasioni si è dimenticato che scuola pubblica non significa solo scuola statale. Spesso si è creduto di fare il bene dei ragazzi spingendoli a scelte uniformi e rinunciando alle specializzazioni tecnico-professionali che creano lavoro. Se guardiamo al campo dell'economia, possiamo notare una situazione analoga. Si riflette ancora poco sull'importanza dell'economia civile, sul ruolo economico fondamentale che svolge la cooperazione, e sui limiti di uno sviluppo che annulla le differenze e non persegue il bene comune. Se guardiamo alla finanza (la cui etimologia, finis, nasce dall'idea di reperire risorse per realizzare un fine) ci accorgiamo che la globalizzazione ha creato, in molti casi, nell'azione finanziaria, una sorta di anonimato indifferenziato che riduce le responsabilità individuali.

    Se guardiamo al lavoro, scorgiamo che anche qui troppe volte la ricerca dell'uguaglianza si è trasformata nell'imposizione dell'uniformità nei contratti di lavoro e nella rinuncia alle differenze. In Italia è sottovalutato l'apprendistato. Si ha più a cuore la tutela di chi è già garantito che l'occupazione dei giovani. Si confonde flessibilità con precarietà.

    Se guardiamo alla famiglia ci accorgiamo che per promuovere l'uguaglianza tra uomo e donna, si tende a cancellare la differenza sessuale.

    La disuguaglianza è il risultato di uno sviluppo che non persegue il bene comune; uno sviluppo non orientato al bene comune ottiene l'effetto perverso di rendere alcuni più ricchi e molti altri più poveri. La disuguaglianza cresce nella omologazione. Come insegna la Costituzione l'uguaglianza, scevra di ideologismi e strumentalizzazioni, coltiva le differenze.

    L'uguaglianza evidenzia la pari dignità delle persone. La differenza è esercizio di libertà e di autonomia. L'omologazione ci imprigiona.

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  • Edizione 2012

    Verona, 14-16 settembre 2012

    Partiamo da un dato condiviso da tutti: siamo arrivati al capolinea e non si può andare avanti così. Se noi dessimo continuità al nostro sistema economico, sociale e civile per come si è sviluppato fino ad oggi, cadremmo nel baratro. C’è bisogno di discontinuità. Ecco ilperché del tema di questo secondo festival: abbiamo bisogno innanzitutto di un pensiero diverso. Fare di più non ci fa uscire da questa situazione, occorre un modo nuovo di vedere le cose. Il nuovo pensiero è riaffermare un’economia al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio dell’economia, è ipotizzare uno sviluppo libero dagli interessi personali o di gruppo, uno sviluppo a misura d’uomo che riduca le disuguaglianze. Dobbiamo sviluppare l’idea che senza valori e senza etica possiamo forse avere di più, ma non possiamo essere contenti di noi e del mondo che ci circonda. Tutti insieme siamo chiamati a cercare il nuovo che è nascosto dentro le pieghe di una crisi e chiede di essere riscoperto ed evidenziato. Parleremo di economia e di società con l’intento di rendere più bello vivere, lavorare, aiutarsi, stare assieme. I principi a cui attingiamo sono quelli espressi nel pensiero sociale della Chiesa perché per leggere bene il presente e sviluppare una società più giusta è necessario riconoscere ad ogni persona la trascendenza, la dimensione relazionale, la centralità e la dignità.

    Il Festival è un momento in cui si intrecciano positività, problemi, fatiche, volti, relazioni, cultura, esperienze, azioni, motivazioni, spiritualità, incontri e idee, ma da questo intreccio, che riflette il quotidiano, ci auguriamo che ognuno possa raccogliere nuova forza per la ricerca della verità e per interpretare e sviluppare le novità raccolte nel presente

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  • Edizione 2011

    Verona, 16-18 settembre 2011

    Idealmente possiamo pensare alla Dottrina Sociale della Chiesa (DSC), e di questo si parlerà a Verona, come ad una sorta di bussola, una bussola per chiunque voglia impegnarsi a rendere il mondo un po’ migliore di come lo trova, e di quanto ce ne sia bisogno lo sanno soprattutto i giovani. Di questa bussola, il nord è rappresentato dal principio persona, che è evidentemente molto diverso dall’individualismo della cultura dominante. Il sud è rappresentato dal principio del bene comune, che non è la proprietà collettiva dei beni o la pratica dell’assistenzialismo, che oggi penalizza gravemente l’Italia; piuttosto, è una grande azione sociale orientata al bene morale della collettività: è la vita retta della moltitudine. Accanto al principio persona e al principio del bene comune, la Dottrina Sociale ci consegna il principio della solidarietà, da non confondersi con i principi legati a una tradizione statalista. E il principio della sussidiarietà, che vuol dire la libera iniziativa, senza cadere negli eccessi del liberismo selvaggio.

    Queste quattro idee spesso sono praticate in modo separato. Anche tra i Cattolici c’è chi è più affezionato al popolo della pace e chi si sente più dentro il popolo della famiglia o della vita. Ebbene: il Festival della Dottrina Sociale ha proprio lo scopo di dimostrare che esiste una tradizione che oggi può aiutarci a prendere in mano il destino di questo Paese.

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Programma Festival 2020

Programma Festival DSC 2020

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  • Ore  09.00 - EVENTO CONDIVISO - Piantumazione dell'albero di melograno
    Ore 10:30 - BENEVENTO - La Comunità tra impresa e intrapresa.
    Ore 11.30 - LUGANO - Inaugurazione della mostra “Il Grido della Terra”.
    Ore 12.15 - BENEVENTO - Presentazione del documento conclusivo dei gruppi di lavoro. Conclusioni.
    Ore 15.00 - POTENZA - 23 Novembre 1980: quarant'anni dal terremoto. Il melograno della DSC.
    Ore 17.00 -  MAZARA DEL VALLO - L'economia generativa e le nuove imprese di Mazara.
    Ore 17.00 - SONDRIO - Fare memoria del futuro: la montagna, modello di sviluppo di senso.
    Ore 18.00 - BOLOGNA - Territorio di relazione. Una rete che si prende cura di chi ha meno opportunità in ambito abitativo.
    Ore 18.00 - TORINO - Testimoni si diventa. Dopo l’evento “Economy of Francesco”.
    Ore 19.00 - PALERMO - Presentazione dell'Enciclica "Fratelli Tutti".


  • Ore  09.15 - POTENZA - Eventi in sequenza
    Ore  16.00 - PALERMO - Non c'è futuro senza Memoria.
    Ore 17.00FROSINONE - Ripensare lo sviluppo della provincia di Frosinone secondo i criteri della ecologia integrale.
    Ore  17.00 - PESARO - Presenti e presenza nella comunità come una vera polifonia. Essere lievito come memoria del futuro.
    Ore  17.30 - ROMA - La qualità della vita nella capitale oltre l'emergenza.
    Ore 18.00 - BOLOGNA - Territorio di relazione. Una rete che si prende cura di chi ha meno opportunità in ambito lavorativo.
    Ore 18.00 - LUGANO - Le buone pratiche di un’economia responsabile.
    Ore 18.00 - TORINO - Comunità educanti verso comunità imprenditive.
    Ore 18.00 - TRENTO - L’Autonomia del Trentino Alto Adige Sudtirol: un’esperienza di successo per l’integrazione delle minoranze.
    Ore 18.30 - MAZARA DEL VALLO - La Francia e l’Islàm: scontro continuo o dialogo possibile?


  • Ore  09.30 - POTENZA - Eventi in sequenza.
    Ore 11.00 - NAPOLI - La Carta dei Valori. Il laboratorio valoriale della DSC.
    Ore 17.00 - ROMA - Benessere della famiglia e complessità umana.
    Ore 17.30 - LAMEZIA TERME - Legalità nell’impresa e nel lavoro.
    Ore 17.30 - RAGUSA - Giovani e impresa: riscoprire le radici, progettare il futuro.
    Ore 18.00 - BOLOGNA - Territorio di relazione. Una rete che si prende cura di vive drammatiche esperienze famigliari per motivi di salute.
    Ore 18.00 - LUGANO - Responsabilità umana oggi e domani. Dalle fonti del passato verso un’ecologia davvero integrale.
    Ore 18.00 - MAZARA DEL VALLO - Il Dialogo a fondamento dell’Accoglienza e della pacifica Convivenza.
    Ore 18,00 - PALERMO - Costruire comunità inclusive, solidali e fraterne.
    Ore 18.00 - TRENTO - L’autonomia come strumento di rafforzamento delle risorse economiche e della loro redistribuzione.
    Ore 19.30 - BOLOGNA - Cerimonia di Chiusura Festival con Sottoscrizione Carta dei Valori.
    Ore 19.15 - ROMA - Conclusioni.


  • Ore 09.00 - PISA - Eventi in sequenza.
    Ore 16.00 - PESARO - Carta dei Valori.
    Ore 17.30 - LAMEZIA TERME - Carta dei Valori e il racconto sui progetti Memoria del Futuro.
    Ore 18.00 - MAZARA DEL VALLO - Il Dialogo a fondamento dell’Accoglienza e della pacifica Convivenza.
    Ore 18.00 - PALERMO - Simulazione lavori parlamentari e approvazione carta dei valori.
    Ore 18.00 - TORINO - Comunità imprenditive verso comunità educanti.
    Ore 18.30 - LUGANO - Voci dal mondo per un mondo più giusto e solidale.
    Ore 19.30 - TORINO - Firma della Carta dei Valori di Torino.
    Ore 19.45 - LUGANO - Responsabilità oltre i confini. Per un mondo più giusto.
    Ore 21.30 - VERONA - Apertura X Festival della Dottrina Sociale “memoria del futuro” (DIRETTA TV).


  • Ore 10.00 - VERONASeminario: “Ecologia integrale, sviluppo economico e democrazia. Il problema dell’emergere di nuovi paradigmi”.
    Ore 10.00 - VERONA - Convegno: "La famiglia, la spina dorsale nel paese”.
    Ore 15.00 - VERONA - Seminario: “Ecologia integrale, sviluppo economico e democrazia. Il problema dell’emergere di nuovi paradigmi” (sessione 01).
    Ore 15.30 - VERONA - Webinar: dal Covid-19 nuove sfide al volontariato. Tracce (di memoria) per il futuro.
    Ore 16.00 - VERONA - Presentazione libri.
    Ore 17.00 - VERONA - Presentazione libri.
    Ore 17.00 - VERONA - IL VANGELO PIU’ANTICO DEL MONDO – presentazione nuovo documentario (DIRETTA TV).
    Ore 18.00 - VERONA - Seminario: “Memoria, Scientificità, Profezia”.
    Ore 19.00 - VERONA - Il lavoro e l’impresa come vocazione.
    Ore 21.30 - VERONA - Premio imprenditore per il bene comune. (DIRETTA TV).


  • Ore 10.30 - VERONA - Tavola rotonda - Rilanciare la speranza: la ripresa economica sostenibile (DIRETTA TV).
    Ore 15.30 - VERONA - L'impegno nelle scelte di oggi per l'avvenire.
    Ore 16.00 - VERONA - Economia integrale e sostenibilità globale.
    Ore 17.00 - VERONA - Presentazione libro.
    Ore 18.00 - VERONA - Presentazione libri.
    Ore 19.00 - VERONA - Presentazione libri.
    Ore 21.30 - VERONA - Monologo: "HOMO MODERNUS: Eppure sembrava progresso" - Leonardo Manera (DIRETTA TV).


  • Ore 10.00 - VERONA - Intevista, Luciano Fontana, Direttore Corriere della Sera, S.E.R. Mons. Nunzio Galantino, presidente A.P.S.A.
    Ore 12.30 - VERONA - Santa Messa dal Duomo di Verona (DIRETTA TV).

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News Festival 2016

Mons. Vincenzi chiude il 6° Festival DSC: «Carichi di grande energia, torniamo a casa capaci di fare qualsiasi cosa»

Mons. Vincenzi chiude il 6° Festival DSC: «Carichi di grande energia, torniamo a casa capaci di fare qualsiasi cosa»

  28 DICEMBRE 2016
Oggi, il Vangelo ci solleva lo spirito con una parabola piena di speranza.

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L’omelia di Mons. Michele Pennisi di venerdì 25 novembre

L’omelia di Mons. Michele Pennisi di venerdì 25 novembre

  1 DICEMBRE 2016
Oggi, il Vangelo ci solleva lo spirito con una parabola piena di speranza.

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 Dal workshop “Il volto nuovo del volontariato” l’aiuto di Cattolica al mondo della disabilità

Dal workshop “Il volto nuovo del volontariato” l’aiuto di Cattolica al mondo della disabilità

  29 NOVEMBRE 2016
L’amore incondizionato dei genitori per i propri figli e la volontà di garantire loro un futuro attraverso una certezza economica.

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La pervasività dei media quali relazioni permette?

La pervasività dei media quali relazioni permette?

  30 NOVEMBRE 2016
L’intervento al Festival DSC di Mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto per la Segreteria della comunicazione della Santa Sede.

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Il contributo dei commercialisti al Festival DSC: “Abbiamo il compito di dare speranza

Il contributo dei commercialisti al Festival DSC: “Abbiamo il compito di dare speranza

  27 NOVEMBRE 2016
“Il ruolo delle istituzioni e delle associazioni rispetto al sovraindebitamento del consumatore e del piccolo imprenditore“.

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“Cooperatori e cambiamento” al festival DSC

“Cooperatori e cambiamento” al festival DSC

  29 NOVEMBRE 2016
Le cooperative sono state protagoniste della seconda mattina di attività del Festival della Dottrina Sociale, con la tavola rotonda “I cooperatori e il cambiamento”, in cui alcuni rappresentanti di questo mondo hanno condiviso le proprie esperienze tra valori, peculiarità, criticità e problemi da risolvere.

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Ministro Lorenzin al Festival DSC: la centralità del paziente si garantisce con l’efficienza della macchina amministrativa

Ministro Lorenzin al Festival DSC: la centralità del paziente si garantisce con l’efficienza della macchina amministrativa

  26 NOVEMBRE 2016
Lo ha affermato il ministro della sanità all’apertura dell’incontro “Ricerca, cura, risorse limitate, attenzione all’ammalato: come fare?”

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Premio all’impresa per il bene comune: undici storie che hanno emozionato

Premio all’impresa per il bene comune: undici storie che hanno emozionato

  27 NOVEMBRE 2016
Il Cattolica Center ha ospitato ieri la serata di gala del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, con la consegna del “Premio all’impegno d’impresa per il bene comune” a 11 personalità italiane impegnate nel sociale. Premio speciale a Mons. Filippo Santoro vescovo della Diocesi di Taranto e presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace, della CEI..

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Sanità integrativa e sviluppo di welfare contrattuale

Sanità integrativa e sviluppo di welfare contrattuale

  30 NOVEMBRE 2016
Luci puntate sull’assistenza sanitaria integrativa al festival DSC

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Furlan apre all’industria 4.0: essere competitivi per la qualità e non per i tagli al lavoro

Furlan apre all’industria 4.0: essere competitivi per la qualità e non per i tagli al lavoro

  26 NOVEMBRE 2016
Furlan apre all’industria 4.0: essere competitivi per la qualità e non per i tagli al lavoro

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Galantino: «L’impresa che “serve” fa ben più che produrre servizi: promuove l’uomo»

Galantino: «L’impresa che “serve” fa ben più che produrre servizi: promuove l’uomo»

  26 NOVEMBRE 2016
Lo ha affermato il segretario generale della CEI questa mattina a Verona all’apertura dell’incontro “Imprenditori in rete per il bene comune” nell’ambito del VI Festival DSC. Presenti Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni, Stefano Zamagni, Economista, Cosimo M. Ferri, Sottosegretario alla Giustizia, Riccardo Donadon, Presidente H-Farm, Filippo Liverini, Presidente di Mangimi Liverini Spa, Antonio Sangermano, Procura della Repubblica di Prato.

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VI edizione del Festival della Dottrina Sociale

VI edizione del Festival della Dottrina Sociale

  12 NOVEMBRE 2016
Impresa, economia, giovani, lavoro.
Tutto questo al VI Festival della Dottrina Sociale in programma dal 24 al 27 novembre 2016
Cattolica Center di Verona (Via Germania 33).

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News Festival 2017

L'intervento del Cardinal Tangle al Festival DSC 2017

L'intervento del Cardinal Tangle al Festival DSC 2017

21 DICEMBRE 2017
È un privilegio e una gioia per me essere presente all’apertura del Festival della Dottrina Sociale qui a Verona. Un grazie particolare a Monsignor Adriano Vincenzi, coordinatore del Festival e al suo team. Il Festival ha scelto un tema opportuno- “Fedeltà è cambiamento!”.

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Mons. Vincenzi chiude il VII Festival DSC con tre parole: silenzio, presenza, vita

Mons. Vincenzi chiude il VII Festival DSC con tre parole: silenzio, presenza, vita

02 DICEMBRE 2017
La prima parola che mi viene da pronunciare a conclusione di questa bella esperienza è ‘grazie’.

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Conclusa la VII Edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa

Conclusa la VII Edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa

26 NOVEMBRE 2017
Mons. Vincenzi: servono silenzio per non essere superficiali; presenza per non essere estranei alla realtà e vita per essere generativi.
Bassetti: “rammendare l’Italia” valorizzandone i talenti: politiche per la famiglia e per l’ambiente potrebbero essere un incentivo di sviluppo del Paese. Serve un patto tra politica, giovani e adulti.
Parolin: in un periodo storico in cui avanzano spinte economiche oligarchiche, diventa urgente la rivalutazione della genialità del cristianesimo.

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Pluralismo e qualità dell'istruzione: bene comune per i ragazzi

Pluralismo e qualità dell'istruzione: bene comune per i ragazzi

26 NOVEMBRE 2017
Sistema scolastico, valori, educazione, Chiesa quale alleata di scuola e famiglia. «Questi i temi che sono stati affrontati nell’incontro “Esserci per educare… le nuove generazioni” che ha visto la partecipazione della ministra dell’istruzione Valeria Fedeli e del Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI.

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Giustizia e Cambiamento: non ogni desiderio è diritto

Giustizia e Cambiamento: non ogni desiderio è diritto

25 NOVEMBRE 2017
Dall’etica all’economia, dalla giustizia ai nuovi diritti che l’evoluzione del modello familiare comporta. Questi e altri i temi che saranno affrontati oggi, venerdì 24 novembre, alle ore 15.00 al Festival della Dottrina Sociale della Chiesa.

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Il saluto del Presidente Mattarella per i partecipanti del VII Festival DSC

Il saluto del Presidente Mattarella per i partecipanti del VII Festival DSC

23 NOVEMBRE 2017
Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, attraverso un messaggio scritto, ha invitato i suoi saluti e il suo augurio di un buon lavoro a tutti i partecipanti e agli organizzatori del settimo Festival della Dottrina Sociale della Chiesa.

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Ritorna il Festival della Dottrina Sociale della Chiesa

Ritorna il Festival della Dottrina Sociale della Chiesa

2 NOVEMBRE 2017
FEDELTÀ È CAMBIAMENTO è il tema al centro del dibattito.

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FDSC 2017: incontro a Roma dei professori universitari

FDSC 2017: incontro a Roma dei professori universitari

13 GIUGNO 2017
“La fedeltà e il cambiamento, a prima vista, sembrano indicare due modi di essere troppo differenti per risultare componibili.

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VII Festival DSC - 23/26 Novembre 2017

VII Festival DSC - 23/26 Novembre 2017

15 MAGGIO 2017
Aspettando il VII Festival DSC - 23/26 novembre 2017 - FEDELTÀ È CAMBIAMENTO

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Dalla insoddisfazione una ispirazione: fuori dall'io dentro la realtà. Al via il festival di Frosinone

Dalla insoddisfazione una ispirazione: fuori dall'io dentro la realtà. Al via il festival di Frosinone

  30 GENNAIO 2017
Lavoro, economia, giustizia e legalità, disuguaglianze e relazioni saranno i temi della sesta edizione della due giorni, in programma il 2 e 3 febbraio, all’Università di Cassino e del Lazio meridionale.

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Papa Francesco:

Papa Francesco: "sono al tuo fianco, và avanti"

  14 GENNAIO 2017
Mons. Adriano Vincenzi: «Fare cose grandi restando umili: questo è il mio augurio per tutti».

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La riflessione di Mons Adriano Vincenzi - Festival della Dottrina Sociale 2016

La riflessione di Mons Adriano Vincenzi - Festival della Dottrina Sociale 2016

  12 GENNAIO 2017
Mons. Adriano Vincenzi: «Fare cose grandi restando umili: questo è il mio augurio per tutti».

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Dottrina Sociale della Chiesa

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